Io so in Chi ho creduto

ora posso seguire Gesù per la via

la testimonianza di una guarigione miracolosa

ora posso seguire Gesù per la via

Trascrizione dell’intervento del fratello pastore Paolo Lombardo alla stanza virtuale di incontro “Ambasciatoridilucesiam” (il progetto rivolto a non vedenti, ipovedenti che si incontrano telefonicamente nella presenza del Signore ogni martedì e giovedì sera dalle ore 17.30 alle ore 18.30) di giovedì 25 maggio 2017.

Il fratello Paolo Lombardo, pastore della comunità ADI di Catania, domenica 14 maggio nel corso del culto di battesimi al mare tenutosi nella mattinata è stato testimone con molti altri di un intervento miracoloso da parte del Signore nel bisogno della sorella Enza Tommaselli che dal mese di settembre era affetta da un terribile e inspiegabile male che l’ha colpita agli occhi senza possibilità di alcuna cura, male che l’ha resa praticamente non vedente, cosa certificata anche dalla commissione medica dell’INPS incaricata a refertare la situazione ai fini dell’assistenza pensionistica. 

Seguiamo ora l’intervento del fratello Lombardo che con le sue parole ci racconta ogni cosa.

 

Pace a tutti, sono felice di potervi raccontare le grandi cose che Dio ancora oggi fa. In questo momento avrebbe dovuto essere con noi anche la sorella Enza per testimoniare che è stata guarita dal Signore, ma non è stato possibile perché, dato che il Signore l’ha completamente ristabilita, ora è dovuta tornare a lavorare, dopo nove mesi che mancava in quanto era diventata non vedente. A malapena e solo un 2% riusciva a vedere quando afferrava le palpebre abbassandole, perché i suoi occhi si erano girati al contrario: una difficoltà presentatasi all’improvviso nel settembre scorso. Ovviamente aveva cercato aiuto in ospedale, poi da specialisti e diversi medici. La risposta era sempre la stessa: “Signora, che cosa possiamo fare?”. Si è recata da tanti specialisti, ma senza esito.

Essendo figlia di credenti, sapendo che Dio esiste e ascolta le nostre invocazioni, ha cominciato a piangere davanti al Signore gridando a Lui: “Signore, aiutami! Che cosa puoi fare per me? Io vengo a Te, aiutami”. Ha pianto lungamente davanti al Signore. 

A un certo punto ha avuto la certezza che il Signore le stesse dicendo: “Tu mi chiedi di fare qualcosa per te, ma tu che cosa hai fatto finora per me?”. In risposta Enza ha cominciato a rivolgersi a Dio in preghiera dicendo: “Signore, che cosa posso fare io per Te? Dimmelo, fammi capire!”. Il Signore la stava chiamando a Sé invitandola a donarGli il suo cuore. 

Da quel momento Enza ha cominciato a cercare il Signore, e poi la Chiesa, ad andare dal papà affinché la potesse accompagnare, visto che per lei non era possibile farlo da sola. 

La sua era una situazione di estrema difficoltà non potendo lavorare e badare ai suoi tre figli, al marito e alla casa. Quando si è presentata a me in chiesa, si è fatta riconoscere, poi mi ha detto: “Fratello pastore, io desidero che la mia anima venga salvata! Ditemi che cosa devo fare”. Le abbiamo parlato della grazia del Signore, di Gesù, della salvezza che Lui ha provveduto sulla croce. “Sì, fratello, ho compreso, ma io mi voglio salvare l’anima” ci ha detto. E così le ho detto: “Per salvarti l’anima devi pentirti dei tuoi peccati, credere che Gesù è il Salvatore, accettarLo nel tuo cuore come Signore della tua vita”. Con tutto il cuore lei ha detto: “Sì, lo voglio fare!”. 

Una cosa in particolare ho notato in tutti gli incontri che abbiamo avuto: lei ha dato dimostrazione di non avere mai ricercato la guarigione, piuttosto ricercava la salvezza della sua anima. Non ha mai chiesto: “Fratelli, pregate che io possa guarire” perché, in qualche maniera, si era già rassegnata e aveva anche fatto domanda all’INPS per la pensione.

Domenica 14 maggio 2017, Enza era una fra i cari della comunità di Catania che avevano chiesto il battesimo con i quali ci trovavamo in riva al mare. Eravamo in tre coppie di fratelli ad occuparsi di battezzare i credenti. Mentre due fratelli stavano per battezzare Enza, dopo le consuete domande, quando è stata immersa nell’acqua, lei, come ci ha poi raccontato, ha visto “come un cielo azzurro” ha sentito un fuoco pervadere il suo fisico. Quando è uscita fuori dall’acqua, girandosi verso il fratello che l’aveva immersa, ha detto: “Fratello, io ti vedo, ti vedo per intero! Gloria a Dio!” Poi si è girata verso l’altro fratello e gli ha detto: “Fratello, vedo pure te, ti vedo per intero”. E ha iniziato a glorificare Dio ad alta voce. I fratelli che l’ascoltavano consapevoli della situazione hanno compreso che il Signore l’aveva guarita in quell’istante. Lei non smetteva di dire: “Il Signore mi ha guarita, il Signore mi ha guarita!” La sua gioia era grandissima; è corsa fuori dall’acqua raccontando a tutti i presenti l’accaduto a voce alta: “Il Signore mi ha guarita!”. 

Quando sono uscito dall’acqua lo ha raccontato anche a me e poi ha dato pubblica testimonianza del fatto che ora stava bene e che i suoi occhi erano perfettamente diritti, che vedeva bene. Il marito era commosso, gli amici, i parenti, il datore di lavoro hanno saputo di questo grande miracolo che Gesù ha compiuto. Centinaia di persone l’hanno poi contattata e lei a tutti ha raccontato le cose grande che Dio ha fatto! Il Signore è grande! 

La cosa che colpisce è che lei non chiedeva la guarigione e il Signore ha sorpreso lei e ha sorpreso tutti noi! Quando è accaduto, in un primo momento, è stato come nella chiesa del primo secolo quando fervide preghiere erano fatte dalla chiesa per Pietro, che si trovava in prigione. Quando Pietro, liberato miracolosamente, è giunto al luogo di preghiera e la serva Rode è andato a dirlo a tutti, questi non credevano e dicevano: “Ma tu sei pazza”. Invece il Signore aveva fatto allora e ha fatto ancora oggi uno straordinario miracolo! Questa è la vicenda accaduta per la quale ringraziamo grandemente il Signore.

Una vicenda che riguarda quanti non vedono è riportata dal Vangelo di Marco 10:46-52 per sottolineare una meravigliosa verità, che dobbiamo seguire Gesù per la via! Desidero sottolineare che Bartimeo, guarito dalla cecità, “seguiva Gesù per la via”. 

Seguire Gesù per la via è importante!

Notiamo il grido di questo cieco fra le centinaia di persone di quella folla: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». In molti lo sgridavano, ma quello gridava più forte. Gridava per superare l’opposizione degli israeliti che non si comportavano, in questo modo, secondo la Scrittura. Nella legge sta infatti scritto: “Non maledirai il sordo, e non metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore” (Levitico 19:14). Ed è scritto pure in Deuteronomio 27:18: «Maledetto chi fa smarrire al cieco il suo cammino!». Quindi quegli israeliti non facevano bene, non dovevano fermare il grido di quest’uomo. Ma il cieco, gridando più forte, attirò l’attenzione di Gesù che lo fece venire a Lui: «Coraggio, àlzati! Egli ti chiama». Quell’uomo venne a Gesù. E Gesù, rivolgendosi a lui, gli chiese: «Che cosa vuoi che ti faccia?» Perché voleva vedere quale fiducia questo uomo avesse riposta in Lui. Il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io ricuperi la vista». Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». In quell’istante, dice la scrittura, egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via. 

 

Seguire Gesù per la via significa innanzitutto fare un’esperienza profonda con il Signore, avere un incontro personale con Gesù che non significa provare solo l’emozione di un momento, versare qualche lacrima. Non è nemmeno una convinzione teorica, ma è una esperienza vera che coinvolge la vita e illumina l’esistenza. Chi incontra Gesù se bestemmiava non bestemmia più, se rubava non ruba più, se diceva bugie non le dice più perché il Signore rigenera e cambia. In 2 Corinzi 5:17 è scritto: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”. 

 

Seguire Gesù per la via significa che la nostra vita è rivoluzionata e in noi scaturisce anche riconoscenza per il Signore. Il Vangelo di Luca 18:40 sottolinea che Bartimeo Lo seguiva glorificando Dio, “e tutto il popolo visto ciò diede gloria a Dio!”. E quindi non solo la situazione fisica di questo caro fu cambiata, ma per la sua testimonianza anche gli altri diedero gloria a Dio spontaneamente. 

 

Seguire Gesù per la via significa anche prendere un impegno serio con il Signore. Bartimeo non disse: “Ti seguo, se posso”, e nemmeno: “Rifletterò e poi vedrò”, ma prese subito, con spontaneità e con impegno, la decisione di seguire il Signore per la via. Se vuoi seguire Gesù, tante cose diventeranno secondarie nella tua vita e, come per quel cieco, cambieranno. Non ti interesserà più intraprendere attività cui ricorrevi prima, appoggiarti agli altri, chiedere “l’elemosina” per mantenerti. Quella vita cambiò completamente, scelse di seguire Gesù, che dice: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita la perderà, ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà” (Marco 10:29). Gesù disse: «In verità vi dico che non vi è nessuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figli, o campi, per amor mio e per amor del Vangelo, il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figli, campi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna. Ma molti primi saranno ultimi e molti ultimi primi». L’impegno da prendere nel seguire Gesù per la via è grande e decisivo e ci porta a realizzare tante grazie da parte di Dio. 

 

Seguire Gesù per la via significa affrontare e superare le difficoltà, gli ostacoli che si presentano. Nel libro degli Atti 14:42 gli apostoli “fortificando gli animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni”. Le tribolazioni possono essere le opposizioni dei nostri cari, lo scherno di altri, le lotte e i dubbi del cuore e della mente, i combattimenti spirituali, le afflizioni, che si verificano nella vita. Certe volte perfino i fratelli e le sorelle della chiesa ci creano qualche problema, perché alle volte dimostriamo di essere molto umani. Altre volte possiamo essere presi da debolezza, da stanchezza e, se camminiamo con il Signore, opposizioni e ostacoli si presenteranno, ma Lui ci aiuterà e non ci lascerà mai, anzi sarà sempre con noi.

 

Seguire Gesù per la via significa farlo con ubbidienza, secondo le Sacre Scritture. Il Signore si fa conoscere attraverso le Scritture e sempre attraverso le Scritture possiamo apprendere come seguirLo per la via. Leggendo e meditando la Bibbia impariamo ad amarLo e ad amare addirittura i nostri nemici, ma in particolare a camminare amando i credenti, testimoniando a quanti non conoscono il Signore, dando un contributo all’opera di Dio, con offerte, pregando, incoraggiando altri credenti. 

Da quando Bartimeo era stato guarito, seguiva Gesù per la via, la via per eccellenza. Cosa che prima non poteva fare, ma ora, vedendo bene dove posare i piedi, vedendo quelli che erano in difficoltà, vedendo a chi doveva stare vicino, scegliendo i  luoghi da cui doveva stare lontano, vedendo i pericoli, scegliendo che cosa lasciare e che cosa prendere, poteva farlo con gioia. 

 

Seguire Gesù per la via è qualcosa che deve fare ogni credente al quale il Signore ha fatto veramente grazia. Dobbiamo perciò seguire il Signore che dice: “Io sono la via la verità e la vita”.

“Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù. Sia questo dunque il sentimento di quanti siamo maturi; se in qualche cosa voi pensate altrimenti, Dio vi rivelerà anche quella. Soltanto, dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via” (Filippesi 3:12). Seguiamo perciò Gesù per la via, perseverando fino al Suo ritorno! Dio vi benedica!

 

Paolo Lombardo

 


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