Risveglio pentecostale

MOBBING? NON RINUNCIARE!

MOBBING? NON RINUNCIARE!

 

Prendiamo qualche spunto dalla storia del profeta Geremia, che possiamo definire un credente con un compito difficile: quello di parlare francamente da parte di Dio al Suo popolo. Gli costò la nomea di “uomo di lite e di contesa per tutto il paese” (Ger.15:10). Fu ostacolato in ogni cosa, non tanto dai nemici ma dai suoi fratelli e amici Giudei. 

Il mobbing non è nato di recente, Geremia ne sapeva qualcosa, fino a gridare a Dio: “Io sono diventato, ogni giorno, un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me” (Ger.20:7). Geremia rappresenta qualcuno di noi oggi, vicino a gettare la spugna, qualche credente con un compito difficile. 

 

Dio non ci ha affidato un compito facile

Perché non facile? 

Perché abbiamo conosciuto Gesù la Verità, e tante volte dobbiamo vivere la Verità andando controcorrente. 

Siamo chiamati a “tenere la luce accesa”, ad annunciare la Verità ai nostri amici, parenti, compagni di studi, colleghi di lavoro, ai figli della nostra generazione che spesso non vogliono sentire la Verità. 

Viviamo il tempo di cui parlava il profeta Isaia: “Non ci annunciate visioni di cose vere! Diteci cose piacevoli, vedete cose immaginarie! Uscite fuori di strada, abbandonate il sentiero retto, allontanateci dagli occhi il Santo d'Israele!” (Isa.30:10,11). 

Il pennello di un abile artista di Dio ha dipinto un quadro perfetto della realtà di oggi! 

Ci dicono: “Conosciamo la Verità, ma non ne vogliamo sentir parlare!”. Ecco che la nostra stessa presenza rischia di essere scomoda, perché ciò in cui noi crediamo parla alle coscienze…! Quindi non piace. 

Quante volte siamo stati oggetto di scherni e di beffe a motivo della fede! Prima di noi ci sono passati tanti altri, che ce l’hanno fatta dimostrando che ne vale la pena. Tra questi anche Gesù il quale ha dovuto ammettere che “nessun profeta è disprezzato se non nella sua patria, fra i suoi parenti e in casa sua.” (Marco 6:4). Nulla di più attuale. In particolare per i nostri adolescenti e per i nostri giovani, quanto è difficile in mezzo ai loro coetanei dichiarare la propria fede in Gesù senza finire nel tritacarne del mobbing

 

La tentazione di rinunciare

Quando la situazione diventa dura, può nascere la tentazione di rinunciare, non parlare più di Dio… “Signore, basta! Manda qualcun altro… Ho anch’io diritto alla vita facile, senza dovermi preoccupare per gli altri…” proprio come nel pensiero che affiorò nella mente di Geremia: “Se dico: “Io non lo menzionerò più, non parlerò più nel suo nome…” (Ger.20:9). 

Sono attacchi alla nostra fede. Possono venire da fuori, ma anche da dentro di noi. 

Questa storia ci mostra che anche la soluzione viene dal di dentro, perché Geremia trova le forze di andare oltre e dice: “C’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzo di contenerlo, ma non posso.” 

Il fuoco ardente nel cuore è lo zelo per le cose di Dio, come quello che portò Gesù a prendersela coi commercianti che avevano fatto diventare il tempio una casa di mercato, anziché di preghiera, tanto che di Lui dicevano, come è scritto nel Salmo 69:9, “Lo zelo per la tua casa mi consuma (o mi divora)”. Il fuoco di Dio in noi viene dal Suo Spirito. Quando è vero diventa incontenibile, più forte di qualsiasi avversità. Non ci sarà mobbing, violento come un fiume impetuoso, che lo potrà spegnere. Anzi, è un fuoco che si auto-alimenta, e che più è minacciato più diventa forte.

 

Non gettare la spugna

“Poiché odo le diffamazioni di molti, lo spavento mi viene da ogni lato: «Denunciatelo, e noi lo accuseremo». Tutti quelli con i quali vivevo in pace spiano se io inciampo e dicono: «Forse si lascerà sviare, noi prevarremo contro di lui e ci vendicheremo di lui»” (Ger.20:10). 

Sì, Dio ci ha affidato un compito non facile, ma non impossibile. Se anche tu dovessi tentennare, come è accaduto a Geremia… e diventare il bersaglio di qualcuno, non gettare la spugna! Il nostro Dio ti sosterrà! Se dovessi cadere, Dio ti ria-lzerà… perché “il Signore è con noi, come un potente eroe…” (Ger.20:11). Gesù siede con te sui banchi di scuola, la Sua sapienza può operare in te ben al di sopra di quella che pontifica contro Dio nelle aule universitarie o sui posti di lavoro. Quindi non gettare la spugna! Con Gesù vincerai!

 

Elio Varricchione

 


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