Osservatorio cristiano

CHE COSA È L’EVANGELO

CHE COSA È L’EVANGELO

 

Evangelo è il termine più esatto per tradurre il greco euanghélion che significa “buona notizia” o “lieta novella”. “L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore” (Vangelo di Luca 2:10), “E noi vi portiamo il lieto messaggio che la promessa fatta ai padri, Dio l’ha adempiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù” (Atti degli Aspostoli 13:32). 

Il termine Vangelo indica non tanto le quattro composizioni delle Sacre Scritture chiamate “Vangeli”, ma il loro contenuto; il messaggio stesso della redenzione in Gesù Cristo, l’essenza del Nuovo Testamento e della fede cristiana. Nel Nuovo Testamento, l’Evangelo è, dapprima, la proclamazione stessa di Gesù che annuncia il Regno di Dio giunto all’uomo, “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo” (Vangelo di Marco 1:15), e poi la proclamazione dei Suoi discepoli del fatto che nella Sua vita, morte e risurrezione, la salvezza eterna e il perdono dei peccati sono offerti a tutti coloro che l’accolgono con fede. “Non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Lettera ai Romani 1:16).

 

IL PECCATO

Dio ha creato l’uomo per avere comunione con lui, eppure questi ha scelto di peccare contro di Lui, di disobbedire compiendo un vero e proprio atto di tradimento punibile con la morte “Dio il Signore ordinò all’uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai»” (Libro di Genesi 2:16-17); “Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore (lettera ai Romani 6:23). Come risultato, il peccato di fatto ha separato l’uomo da Dio.

 

LA VITA DI GESÙ

Nonostante il nostro orgoglio e la nostra ignoranza, Gesù, che ha creato il mondo ed è Dio, è entrato amorevolmente nella storia come uomo: “La Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre” (Vangelo di Giovanni 1:14); “Quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione (lettera ai Galati 4:4-5)

Gesù è nato da una vergine secondo le Scritture: “«La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele», che tradotto vuol dire: «Dio con noi»” (Vangelo di Matteo 1:23 e Libro di Isaia 7:14) e ha vissuto una vita senza peccato: “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato” (lettera agli Ebrei 4:15) seppure sia stato tentato in ogni modo, come noi. Grazie al Suo grande amore, andò sulla croce e prese su di Sé la punizione che meritavamo noi “Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Lettera ai Romani 5:8). Prima della Sua morte e dopo la Sua risurrezione, predicò che la Buona Notizia del Regno di Dio, l’amore, le promesse, il perdono e l’approvazione che servono all’uomo sono state adempiute completamente in Lui, nella Sua vita e nella Sua morte. 

 

LA MORTE DI GESÙ

I nostri progenitori nell’Eden si sono sostituiti a Dio e, alla croce, Gesù ha invertito tutto ciò, sostituendo Se stesso ai peccatori “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Vangelo di Giovanni 3:16-17). Quando Gesù salì sulla croce, portò volontariamente su di Sé il peccato di tutti gli uomini. 

Questo significa che chiunque crede in Gesù come proprio Signore e Salvatore, andato sulla croce portando su di Sé ogni peccato - passato, presente e futuro - morto per pagare il debito nei confronti di Dio acquistando salvezza, e Lo invocherà come Signore, sarà salvato! “Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati” (Lettera ai Romani 10:9-10).

LA RISURREZIONE DI GESÙ

Il corpo di Gesù fu posto in una tomba, dove giacque per tre giorni. Al terzo giorno, Gesù è risorto vincitore su Satana, sul peccato, sulla morte, sui demoni e sull’inferno. “Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’avevano messo. Ma andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto». (Vangelo di Marco 16:1-8). Dopo aver trascorso qualche tempo mangiando, bevendo, sorridendo e insegnando ai Suoi amici più stretti, ascese al Cielo, e oggi è vivente.

Seduto sul Suo trono, è sovrano su tutte le nazioni, culture, filosofie, popoli ed ere. Gesù ritornerà per giudicare i vivi e i morti, e quanti hanno creduto in Lui godranno l’eternità nel Suo regno nel Cielo per sempre. Coloro che L’hanno rigettato soffriranno separati da Lui nell’eterno tormento.

“Egli è il Signore dei signori e il Re dei reil Re dei re e il Signore dei signori” (Libro di Apocalisse 17:14), e comanda a tutti, in ogni luogo, di pentirsi del proprio peccato. 

A quanti credono in Lui, Gesù ha lasciato un mandato, mediante la potenza dello Spirito Santo, di raccontare questa meravigliosa notizia: c’è un Dio che ci cerca appassionatamente, amorevolmente, continuamente e instancabilmente. “E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Vangelo di Marco 16:16-17).

 

L’EVANGELO AL CENTRO

Essere incentrati sull’Evangelo significa focalizzarsi su Gesù, Chi è e che cosa ha fatto, non su chi siamo noi e su che cosa facciamo o desideriamo per Dio. L’Evangelo è la Buona Notizia di Gesù Cristo che “è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto” (Luca 19:10).

L’Evangelo è per tutti, per ogni giorno e ogni momento. L’Evangelo è “prima di tutto”, è lo scopo dell’opera compiuta da Gesù e il messaggio centrale della Bibbia. Dovrebbe essere al centro di ciò che ogni cristiano e chiesa credano perché l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Lettera ai Romani 1:16).

 

DIO RIMANE FEDELE

L’Evangelo non si focalizza sull’inadeguatezza dell’umanità ma sul carattere e la gloria di Dio: “Se siamo infedeli, egli rimane fedele” (seconda lettera a Timoteo 2:13). In ogni caso, siamo trasformati quando viviamo “secondo la verità del Vangelo” (lettera ai Galati 2:14), evitando sia il legalismo e il moralismo ipocrita sia il permissivismo e il lassismo morale e perseguendo la gioia fondata nella completa e totale resa della nostra vita contaminata dal peccato in cambio della perfetta vita di Gesù. “La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me” (lettera ai Galati 2:20). 

 

L’EVANGELO CAMBIA OGNI COSA

Definire l’Evangelo come “potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (lettera ai Romani 1:16) significa che essa può compiere un’autentica opera di salvezza dall’inizio alla fine, senza traccia di sforzi umani. Non possiamo e non dobbiamo muoverci “oltre” l’Evangelo. Al di là dell’Evangelo non c’è perdono dei peccati, non c’è speranza né trasformazione.

 

GESÙ, NON RELIGIONE

Grazie al meraviglioso e radicale messaggio dell’Evangelo, è importante non confonderlo con la religione. Noi parliamo intenzionalmente di Cristo sempre, adoriamo Gesù, non la religione. Perciò preferiamo parlare di quanto il Signore ha fatto per la nostra salvezza piuttosto di che cosa le persone dovrebbero fare per guadagnarsela. C’è un Dio e ci cerca con passione, amore, costanza, senza stancarsi mai. 

La bellezza dell’Evangelo è che una volta che hai realmente capito che cosa Gesù ha fatto per te, desideri spontaneamente fare ciò che ti ha chiamato a compiere. Provare in altro modo, con sforzi, liturgie, tradizioni o altre pratiche, è semplicemente inutile.

Il messaggio di Gesù è: “Sàlvati!” non: “Diventa una persona migliore!”.

Abbandonare il peccato e confidare nella Buona Notizia che Gesù salva i peccatori non è una mera esperienza iniziale che si vive in un’occasione sola, ma la realtà quotidiana del Cristianesimo. 

L’Evangelo è per tutti, ogni giorno e ogni momento, perciò, secondo le parole di Gesù: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo» (Vangelo di Marco 1:15).

 


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